sabato 25 febbraio 2017

Marte arriviamo!



Cinque anni fa, nel numero di febbraio 2012, ussciva sul mensile per piccoli "La Giostra": Marte arriviamo!; un mio racconto di neve, gioco e viaggi spaziali (domestici!), con le illustrazioni di Virginie Vertonghen. Ne avevo parlato qui. Quel brevissimo racconto, qualche immagine a colori tra quelle allora stampate e una serie di disegni di Virginie da scaricare e colorare sono disponibili al'indirizzo:




venerdì 10 febbraio 2017

La spada di Isadora

Storia di Isadora, una fiaba di Anselmo Roveda


C’era un uomo che di mestiere faceva il cavaliere, quando rimase senza cavallo non si disperò e cambiò occupazione. Iniziò a battere le più sperdute contrade cercando carcasse di coccodrillo. Quando le trovava le portava al mercato. Un giorno ne trovò una più pesante del solito, fu felice e si disse che al mercato quella pelle l’avrebbe venduta a caro prezzo.

Al mercato il compratore, un impagliatore, si lamentò un po’ ma poi, per tre soldi d’argento e un seme magico di zucca, la comprò.
Arrivato alla sua bottega l’impagliatore scoprì che dentro la pancia del coccodrillo c’era l’impugnatura di una spada di re.
«Che accidenti me ne faccio io di un’impugnatura di spada di re!», disse e così dicendo lanciò il pezzo di ferro nella cenere del camino. A metà mattina Cesira, la donna che riordinava la bottega dell’impagliatore, trovò l’impugnatura nella cenere e disse:
«Che meraviglia! Chissà che giochi ci si potranno inventare i bambini!», e se la portò a casa.

A casa di Cesira però né Giancarlo, il più grande, né Gianzuavo, il più piccolo dei maschi, e neppure Giandario, Gianenrico, Gianfredo, e tutti gli altri Gian messi al mondo si interessarono più di qualche minuto alla spada senza lama. Fu così che l’impugnatura finì nella mani di Isadora, l’unica femmina e la più piccola di casa. Quando Isadora brandiva l’impugnatura con la mano sinistra succedeva qualcosa di molto strano, di magico addirittura: una lama di fuoco spuntava nell’aria. La bimba giocava così ad accendere il fuoco sotto il latte e a terrorizzare i più prepotenti tra i suoi fratelli, ma la mamma non era contenta. Anzi. Diceva:
«Qui finisce che prendono la mia Isadora per una strega, bisogna far qualcosa, dovrò far sparire l’impugnatura… », poi però, per fortuna, se ne dimenticava, e così la bambina continuò a giocare con la sua spada di fuoco.

E fu un bene, perché un certo giorno passò di lì il messaggero di un vicino regno:
«Gente! Ascoltate! Sua Maestà il Re del Paese di Là offre un tesoro d’oro e la mano di sua figlia la principessa a chi sarà in grado di sconfiggere il drago che è andato a vivere nella torre del Castello del paese di Là!»
Giancarlo che era in età da matrimonio disse: «Ci penso io! Sono il più forte» ma poi tornò indietro con il sedere bruciacchiato.
Giandario disse: «Ci penso io! Sono il più scaltro» ma poi tornò indietro con il sedere bruciacchiato.
E così fecero pure tutti gli altri Gian della Cesira: partiti a gran parole, tornati con gran bruciature.
Allora mentre rincasava, chiappe fumanti, Gianzuavo la giovane Isadora non disse nulla e partì, impugnatura in pugno, per il Paese di Là. Salì decisa sulla torre più alta del castello, quella dove il drago aveva fatto il nido, e dopo qualche minuto, ecco che il drago fugge via. Merito della spada di fuoco? O delle chiacchiere di Isadora? Fatto sta che adesso il Regno del Paese di là è libero.

Suonano le trombe e rullano i tamburi, il re del Paese di Là fa chiamare nella sala del trono chi è stato capace di scacciare il drago. Le porte si aprono. Tutti si aspettano di veder un cavaliere alto e grosso e bello… e invece. E invece ecco entrare nella reggia una bambina bassa e piccola e bella a suo modo, pure un po’ cenciosa nelle vesti e moccicosa nel naso.
«Ehm… », deglutisce il re.
«Non si imbarazzi Sire, non cerchi parole. Tranquillo. Voglio solo il tesoro d’oro. Rinuncio volentieri alla mano della principessa, mica ho l’età da matrimonio. E poi sposare principi e principesse non va più di moda, ci si sposa con chi si ama mica con gli ammazzadraghi di passaggio, sennò poi non dura!»
«Ehm…», bofonchia il re, poi dato un colpo di tosse e ritrovato il contegno regale, annuncia: «Viva Isadora Scacciadraghi! Protettrice del Regno del Paese di Là! Riaccompagnatela a casa in corteo, di suonatori e cavalieri, e datele il tesoro d’oro!»

E così senza neppur bisogno di fare a botte, sul regno calò una nuova piacevole notte.

*



Questa storia è stata scritta come spunto e suggestione per il concorso letterario per ragazzi "Il Paese delle Fiabe" 2017, organizzato dal Comune di Serra Riccò (GE) per onorare la memoria e valorizzare l'opera della scrittrice Beatrice Solinas Donghi. Bando e informazioni sulla pagina delle Biblioteca della cittadina ligure. Il racconto, nei materiali del bando è seguito da una nota utile agli insegnanti nel favorire la partecipazione dei loro alunni. Eccola:

Nota dell’autore – Storia di una spada: suggestioni per creare una fiaba:
In questa storia c’è un’impugnatura di spada, recuperata dentro la pancia di un coccodrillo. È, o forse potrebbe solo essere, quella stessa che il re senza regno ha dato in pasto al coccodrillo di guardia al castello d’alabastro nella fiaba “La porta che c’era e non c’era” di Beatrice Solinas Donghi (la prima del volume “Le fiabe incatenate”, Rizzoli 1967; poi, dopo la trasposizione tv con i pupazzi di Lidia Forlini, ERI Junior, 1979; ed infine più edizioni e ristampe, l’ultima nel 2003 per EL).
Ecco le fiabe funzionano così, da un dettaglio, da un particolare si può partire per inventare e costruire una nuova storia; già, con le storie si può giocare, si possono “incatenare” e “intrecciare” tra loro, proprio come piaceva a Beatrice Solinas Donghi. Io sono partito da lì: dalle fiabe dell’autrice. Ho quindi scelto di usare la lingua propria delle fiabe. La lingua delle fiabe è una lingua magica, dove tutto può accadere dentro al rigore del gioco di fantasia; dove tutto deve essere piacevole a leggersi e a dirsi e quindi filare dentro l’avventura; ma dove tutto, tranne gli errori linguistici, può capitare. Anche fare emergere personaggi e particolari per poi lasciarli a zonzo, senza un motivo apparente, senza che rientrino nel finale della storia. Ecco, quei personaggi e dettagli possono essere spunto per domande capaci di far nascere nuove e originali storie, da intrecciare e incatenare con l’avventura di Isadora e con le fiabe di Solinas Donghi. La fiaba che inventerete non deve essere necessariamente la continuazione o l’antefatto delle avventure d’Isadora, anzi. Potrà essere una storia nuova e libera, che abbia però fatto proprio un elemento della fiaba di Isadora. Personaggi e situazioni curiose da cui partire ce ne sono parecchie: c’è un cavaliere senza più cavallo (come, quando e perché l’avrà perso?); c’è un impagliatore che possiede semi magici di zucca e forse ha un caratteraccio; c’è Cesira con la sua tribù di figli, svogliati e presuntuosetti, che si chiamano tutti Gianqualcosa; ci sono (certo!) Isadora e l’impugnatura della spada, e forse quella magica tra le due è proprio la bambina; c’è un re impreparato ad affrontare un’eroina bambina; c’è un drago forse più pacioso di quanto ce lo si figuri; c’è pure una principessa tutta da inventare perché qui proprio non appare.

martedì 7 febbraio 2017

Serra Riccò: il Paese delle Fiabe



 
COMUNE SERRA RICCO’
CONCORSO LETTERARIO PER RAGAZZI
“PAESE DELLE FIABE”
ANNO SCOLASTICO 2016 - 2017
Bando e Regolamento 


PRESENTAZIONE 


Il Comune di Serra Riccò indice un Concorso letterario dal titolo “Il Paese delle
Fiabe” con le seguenti finalità:
• Promuovere la conoscenza, l’approfondimento e la divulgazione dell’opera letteraria di Beatrice Solinas Donghi, nata a Serra Riccò e cittadina onoraria del Comune;
• Valorizzare il lascito della scrittrice Beatrice Solinas Donghi conservato presso la Biblioteca Comunale Edoardo Firpo che comprende le opere appartenenti alla scrittrice interamente catalogate a cui si integrano effetti personali, appunti, lettere, riconoscimenti;
• Contribuire ad avvicinare i ragazzi al mondo della lettura e della scrittura, sollecitare la partecipazione diretta e attiva anche attraverso la visita dei locali allestiti per ricreare lo studio della scrittrice;
• Offrire la possibilità di espressione libera e autentica, che permetta di dare voce alla ricchezza interiore che ciascuno porta dentro di sé.
Questa edizione del Concorso letterario “Il Paese delle Fiabe” valorizzerà l’opera di Beatrice di Solinas Donghi e inviterà le ragazze e i ragazzi a entrare nel mondo della letteratura e della lettura attraverso la creazione di fiabe originali, giocando con la possibilità di “incatenare” e “intrecciare” tra loro i temi del fiabesco proprio come ha insegnato, insieme ad altri grandi maestri quali Rodari, Beatrice Solinas Donghi. Per inventare la propria fiaba da sottoporre al concorso i partecipanti potranno trarre un elemento dalla storia scritta per il Concorso dall’autore ospite di questa edizione: Anselmo Roveda, scrittore e giornalista - al suo “Fiabe liguri” (2007) Beatrice Solinas Donghi donò una preziosa introduzione – che ha creato a sua volta una fiaba traendo un elemento da una delle “Fiabe incatenate” dell’autrice nata a Serra Riccò.
 

DESTINATARI
 

Il concorso letterario dal titolo “Paese delle Fiabe” è articolato nelle seguenti sezioni:
• Scuola materna: bambini di età compresa tra 3 e 5 anni
• Scuola primaria: bambini di età compresa tra 6 e 10 anni
• Scuola secondaria di primo grado: ragazzi di età compresa tra 11 e 14 anni
In ciascuna sezione sarà possibile partecipare sia con elaborati individuali che collettivi.
 

REGOLAMENTO

1. La partecipazione al concorso letterario dal titolo “Paese delle Fiabe” è completamente gratuita.

2. I partecipanti dovranno inviare un testo in lingua italiana, inedito e mai pubblicato sul web, opera individuale o collettiva, riconducibile al genere della fiaba e che prenda spunto da uno


o più elementi contenuti nella fiaba “La spada di Isadora” di Anselmo Roveda, autore ospite d’onore della presente edizione, allegata al presente bando.

3. L’opera dovrà avere una lunghezza minima di 3.000 battute spazi inclusi e massima di 9.000 battute spazi inclusi (3.000 battute spazi inclusi corrispondono circa a 1 facciata di foglio A4 con 30 righe di testo scritto in corpo 12).

4. L’opera in concorso, corredata da un titolo e dall’indicazione dell’autore (individuale o collettivo) e della sezione a cui si intende partecipare, dovrà essere riportata in un file di testo (.doc oppure .rtf) e inviata esclusivamente via mail all’indirizzo concorsoletterario@comune.serraricco.ge.it entro martedì 28 febbraio 2017, allegando nella stessa mail anche il modulo di iscrizione e l’accordo di partecipazione, debitamente compilati.

5. L’invio dei testi partecipanti al concorso implica altresì l’autorizzazione al Comune di Serra Riccò al trattamento ed alla conservazione dei dati personali forniti, essendo inteso che l’uso degli stessi è strettamente collegato al premio ed alle operazioni collegate, escludendo dunque l’utilizzo per finalità diverse da quella prevista.

6. Una giuria, nominata dall’Assessore alla Cultura del Comune di Serra Riccò unitamente al Responsabile del Servizio Socio Culturale del Comune stesso, esaminerà gli elaborati giunti nel rispetto dei termini stabiliti e conformi al presente regolamento provvedendo con giudizio inappellabile a designare i vincitori per ciascuna sezione in gara. La giuria si riserva la facoltà di non assegnare premi alla categoria in cui tutti i materiali presentati risultino inadeguati e di assegnare riconoscimenti speciali.

7. Non saranno comunicati giudizi per i racconti non classificati.

8. Il racconto primo classificato in ogni sezione sarà pubblicato da casa editrice scelta dal Comune senza nessun onere da parte del/degli Autore/i. Il volume verrà edito, promosso e distribuito a livello nazionale. Inoltre l’autore/autori riceverà/ranno un premio in buoni spesa per materiale didattico di importo pari a 50 euro.

9. La premiazione avrà luogo nel mese di maggio 2017 a Serra Riccò presso il Castello di San Cipriano a cui saranno invitati tutti i partecipanti a mezzo mail o consultando il sito istituzionale del Comune di Serra Riccò. Sarà gradita la partecipazione dei vincitori, degli insegnanti e delle classi di appartenenza.


informazioni e  testo "La spada di Isadora" di Anselmo Roveda alla pagina:
http://www.comune.serraricco.ge.it/pagina9_biblioteca.html