martedì 13 ottobre 2015

mercoledì 19 agosto 2015

Estate 2015

Per la pausa estiva un dono ai lettori: Un giorno speciale, un racconto breve in ebook da scaricare gratuitamente in formato .epub, .pdf o .mobi (kindle) partendo da questa pagina.

Alle cinque e dodici minuti del mattino il ragioniere Guido Arlabasini,
titolare di una ben avviata e redditizia catena di pizzerie sulla costa adriatica,
viene prelevato dal suo appartamento da tre uomini della Guardia Nazionale.
A Roma lo attende un'importante comunicazione.

Buona lettura! Ci vediamo dopo il 7 settembre.

venerdì 24 luglio 2015

Drax il Distruttore e le metafore

Ovvero appunti su coerenza narrativa e traduzione

Drax il Distruttore dei "Guardiani della Galassia" (2014), il film, è diverso dal Drax dei fumetti Marvel dai quali trae origine la versione cinematografica. Poco male. Il personaggio, forte più di un toro e ingenuo come un vombato, è divertente. Anche per come usa e interpreta la lingua e il non verbale.
Da poco entrato in scena [non anticipo e rovino finale, insomma non spoilero, puoi continuare a leggere tranquillamente] lo troviamo in carcere alle prese con il tentativo di esecuzione sommaria di Gamora, la verde figlia adottiva di Thanos al momento "prestata" a Ronan (il cattivo della storia). Drax vuole farla fuori per vendetta, Ronan ha sterminato la sua famiglia. Gamora dapprima riesce a liberarsi, quindi spiega che in realtà non è al servizio né di Thanos che ha distrutto il suo mondo di origine quando era bambina né tantomeno del criminale Ronan. Drax non se ne fa convinto e, afferrandola per la gola, la inchioda al muro, dicendo «Donna, le tue parole sono aria per me!»




A cavare d'impaccio la fanciulla entra in scena Quill, lo scanzonato terrestre protagonista. Ne segue uno scambio esilarante tra Quill e Drax; scambio utile - nell'economia del film 'per famiglie e per tutti' - ad allentare la tensione e ad allontanare attenzione da interpretazioni cruente della scena. La gag ha un piccolo picco quando Quill, per rassicurare il Distruttore sul fatto che ci sarà tempo anche per la vendetta, si porta un dito alla gola e lo muove di traverso a simulare sgozzamento. Drax resta interdetto, sguardo vacuo, e chiede perché mai dovrebbe portarsi un dito alla gola. Quill, scorato, gli spiega che è un gesto simbolico, chiede  conferma agli astanti. Gli altri annuiscono. Drax no. Non capisce ancora, non sembra convinto.
E lo spettatore neppure (sì, il gesto del mozzateste sì, però c'è qualcos'altro che non funziona); la scena è gustosa eppure c'è qualcosa che stona.
Il perché Drax non sembra convinto dalla spiegazione di Quill e pure le ragioni di ciò che stona allo spettatore si paleseranno da lì a breve, tempo qualche minuto, quando i futuri guardiani saranno in procinto di evadere grazie al piano di Rocket Raccoon, lo spassoso procione vittima dell'ingegneria genetica.
Durante il tentativo di fuga Drax dice qualcosa con linguaggio desueto e forbito, Quill allora domanda scherzoso una roba tipo "hai ingoiato un dizionario dei sinonimi?"; Drax non comprende ancora, piccato e minaccioso si rivolge a Quill intimandogli di non chiamarlo mai più "dizionario dei sinonimi". A pacificare gli animi - e a svelare la questione allo spettatore - interviene Rocket spiegando che il popolo di Drax non conosce le metafore, si basa solo sul letterale esplicito.


Una buona idea narrativa, un ottimo modo per infilare piccoli fraintendimenti in commedia. Ma ecco che allo spettatore diventa chiaro ciò che stona in quel passaggio in cui Drax prima appende Gamora alla parete e poi non intende la gestualità di Quill. La frase «Donna, le tue parole sono aria per me». Drax non può dirla, non può neanche pensarla. E allora mi è venuta voglia di andare a guardare in inglese, nel dialogo originale. Anche lì, già lì, c'era questa ingenuità, certo piccola, per carità, ma capace comunque di minare la coerenza narrativa e la costruzione di un personaggio? No, non c'era. Drax dice, coerentemente con gli usi linguistici attribuiti al suo popolo, «Woman, your words mean nothing to me!» ovvero «Donna, le tue parole non significano niente per me!»



Forse la traduzione infelice - e non perché libera o infedele, ma per le ragioni, viste, di coerenza con un assunto narrativo poi reiterato (Drax non usa e non comprende le metafore) - potrebbe essere dovuta a ragioni di sincrono. Peccato, comunque. Mai scordarsi coerenza narrativa, il fruitore di narrazioni (pure, e a maggior ragione, il lettore) ci rimane male.
[Ah, poi il film va a finire che...]

giovedì 23 luglio 2015

Genova e il Museo Luzzati


Genova, a volte,
tersa e fosca,
operaia e aristocratica,
di lotta e di assenza,
di fracassi e di silenzi,
dolorosa e necessaria.


Così della mia città scrivevo sul finire della scorsa primavera. Genova è per me, da tempo, casa. Rifugio. Partenza e arrivo di un peregrinare continuo, dopo anni stanziali. Ho imparato ad amarla stando nel lontano relativo del viaggio. Un amore a elastico, privilegiato come ogni amore a elastico. Ne conosco le magagne, che detesto e a cui non mi affeziono. Ne so a fondo il brutto e una certa staticità impermeabile, l'autoreferenzialità figlia del timore più che della presunzione. Me ne cruccio solo con chi già la ama del mio stesso sentimento. Con gli altri no. Neppure qui. Perché le magagne valgono meno del resto, della Genova ripida a sbalzo sull'apertura del mare, orizzonte di passaggi. Così penso, così mi piace pensare. Certe volte però l'assenza e i silenzi la fanno fosca punto, solo fosca. Senza poesia sufficiente. Il rischio, concretissimo, che la città perda il Museo Luzzati è una di quelle occasioni. Chi era Luzzati, cos'è il Museo e cosa il patrimonio/matrimonio dei due - l'opera dell'artista e l'illustrazione tutta -  rappresenti (potrebbe e dovrebbe rappresentare) per il presente e per il futuro di una città a vocazione turistica e culturale lo sapete o lo potrete scoprire senza difficoltà (anche qui). Qual è la situazione attuale, il rischio chiusura, potete leggerlo qui. Cosa potete fare? Procuravi la maglietta #savethemuseum (qui) o fare una donazione contattando il museo (qui).

giovedì 25 giugno 2015

Leggere e giocare con Annibale

tempo d'estate 
(per tutti),
tempo di doni
(per i lettori di Nati liberi)


Lotta sulle Alpi
è un wargame con dadi
da giocare da soli o in compagnia,
+8 anni, 1/6 giocatori

 da giocare dopo o durante la lettura del romanzo


Nati liberi
(Fatatrac, 2014).

Troverai la piattaforma e i figurini da fotocopiare e ritagliare,
procurati anche due dadi e una pedina (un pezzo degli scacchi andrà benissimo)
e tieni a portata di mano le istruzioni. Non ti servirà altro per giocare.
Riuscirai a portare Annibale e il suo esercito oltre le Alpi?
Tira i dadi. Ora tocca a te.



martedì 23 giugno 2015

Amici e balene


a maggio in libreria sono arrivati due albi illustrati
da Benji Davies



Sulla collina
testo di Linda Sarah
illustrazioni di Benji Davies
Edizioni EDT-Giralangolo



La balena della tempesta
testo e illustrazioni di Benji Davies
Edizioni EDT-Giralangolo


ho avuto il piacere di curare
per entrambi il testo italiano



venerdì 5 giugno 2015

Missione Silvio Pellico


è uscito


Missione Silvio Pellico

un racconto, un ebook


Ill professor Ribet, l’esobiologo che per primo ha ipotizzato l’esistenza di un’antica civiltà aliena spintasi fino al nostro sistema solare più di cinquecentomila anni fa, ha avuto ragione. E torto. Gli alieni non sono estinti e non sono mai stati pacifici donatori di vita. La riattivazione di un antico manufatto, ritrovato su Vesta dal professore, ha condotto nel nostro sistema solare la flotta Truskein pronta a dispensare morte. Durante l'attacco alla Terra, al Maggiore Perrando viene assegnata una missione oltre le linee nemiche. Una missione folle e incomprensibile: recuperare le carte di Silvio Pellico.

 

MSP: le ragioni di un'avventura




Un'avventura, un divertimento. E un esperimento. La pubblicazione in ebook e in autoproduzione (self- o authorpublishing, chiamatela come volete) di un racconto di fantascienza.  Una decina di cartelle di letteratura cosiddetta di genere. Una misura pressoché impossibile per il cartaceo, eccezion fatta per antologie di nicchia e riviste per amatori. Una misura impossibile forse pure per l'editoria digitale. Così ho affidato il progetto MSP - Missione Silvio Pellico - al digitale autoprodotto. Per sottrarmi alle sirene del grande sorriso con tentazioni da monopolista (sì, puoi leggere Amazon) mi sono concesso all'universo Simplicissimus ovvero all'editor Backtypo e alla piattaforma Narcissus rispettivamente per la composizione del file epub e per la commercializzazione sui diversi store (alla fine grande sorriso e relativo formato Kindle compresi). Sono curioso, e avevo voglia di mettere il naso nel mondo dell'autoproduzione digitale da un po'. Vedremo.

Un'avventura, un divertimento. E un intreccio. Già. Missione Silvio Pellico è un racconto autonomo ma è anche snodo di un intreccio. L'intreccio dell'universo narrativo Nord Ovest - Storie Future. Qui declinato in una scorribanda tra la Fascia degli asteroidi e il Piemonte profondo. Le ragioni della mia fantascienza al sentore di focaccia, barbera e plin li ho già raccontati diffusamente qui. Dentro Missione Silvio Pellico ritroverai il maresciallo Serra e il droide Nrd 7 apparsi nel racconto Di pattuglia (in: "Robot ITA 0.1", Edizioni Scudo, 2011), ritroverai il maggiore Perrando e la sua navicella Iskra 19 apparsi nel volume per ragazzi Missione Vesta (Coccolebooks, 2014), ritroverai i Truskein, spuntati in altri racconti sparsi, e troverai qualche sorpresa.

L'avventura: il professor Ribet, l’esobiologo che per primo ha ipotizzato l’esistenza di un’antica civiltà aliena spintasi fino al nostro sistema solare più di cinquecentomila anni fa, ha avuto ragione. E torto. Gli alieni non sono estinti e non sono mai stati pacifici donatori di vita. La riattivazione di un antico manufatto, ritrovato su Vesta dal professore, ha condotto nel nostro sistema solare la flotta Truskein pronta a dispensare morte. Durante l'attacco alla Terra, al Maggiore Perrando viene assegnata una missione oltre le linee nemiche. Una missione folle e incomprensibile: recuperare le carte di Silvio Pellico.

Trovi Missione Silvio Pellico sui principali store, prezzo consigliato: 0.99 €

giovedì 4 giugno 2015

Coautori speciali

Quest'anno scolastico che si avvia a conclusione lo festeggio con un grazie ai miei coautori speciali. Le centinaia di bambine e bambini, ragazze e ragazzi che quest'anno, insieme alle loro e ai loro insegnanti (dalla scuola dell'infanzia alle superiori di II grado), hanno scritto con me; ora partendo da un incipit, ora giocando a stravolgere le mie storie. Un giro d'Italia che ha coinvolto - in tre differenti progetti (targati rispettivamente Bimed, Andersen/Amiu/Conai, Gruppo Carige/Il sogno di Tommi) - giovani scrittori e scrittrici di Torino, Benevento, Salerno, Massa, Palermo, Rovigo, Genova, Cecina (LI), Formia-Ventotene (LT), Aci Catena (CT), Ispica (RG), Roccapiemonte (SA), Vignola (MO), Torre Orsaia (SA), Spotorno (SV), Montemiletto (AV), Moncalieri (TO), Castellabate-Perdifumo (SA) e La Loggia (TO). Grazie!

"Storie riciclate con stile" - Andersen/Amiu/Conai

"Un mostro, una ciurma di eroi, una flotta di vascelli..." - Gruppo Carige/Il sogno di Tommi

"Identità rivelate" - Bimed

"La farfalla Shy Butterfly e gli amici del bosco" - Bimed


venerdì 22 maggio 2015

mercoledì 20 maggio 2015

Prima dell'Andersen (e in mezzo?)


Il 23 maggio a Genova, al Museo Luzzati, consegneremo i premi Andersen, sarà la XXXIV edizione. Già dai giorni precedenti appuntamenti e iniziative in città. Il programma lo trovate spulciando il sito della rivista Andersen, questo mese di maggio con la copertina di Elzbieta.

Il post precedente era un "dopo Bologna" (intesa Children's Book Fair), datava primi di aprile.

E in mezzo? Quasi duemilacinquecento chilometri in automobile lungo la penisola, una decina di voli, qualche treno, diversi autobus, una cremagliera (per raggiungere i Forti di Genova e camminare lungo sentieri), parecchi ascensori (pubblici, a Genova usa così) e infiniti gradini (sto a un quinto piano senza ascensore, né pubblico né privato). Ma soprattutto tanti incontri, con giovani lettori e con adulti in formazione. Una settimana in Sicilia orientale, ospite della Festa del libro di Zafferana Etnea; un paio di giorni a Roma; e altrettanti nella capitale più orientale della sorellanza romanza, Chisinau, per il Salone del libro per ragazzi; puntate sparse a Rivoli, Ceparana, Viareggio, Crevari; e poi il tempo per giocare sul tappeto, tra supereroi e jedi; una consulenza divertente; un paio di conclusioni di progetti di scrittura condivisa a Genova, con l'associazione Il Sogno di Tommi per Carige e con Andersen (e Macchiavello) per Amiu e Conai; un microreading al jazz club Count Basie invitato dal Collettivo Linea S; un premio e un quasi premio; due numeri della rivista; un paio di giurie; lezioni e laboratori all'Università di Stato della Moldavia e all'Università per Stranieri di Perugia; alcune letture felici e inattese; l'esordio di una rubrica in genovese sul quotidiano "Il Secolo XIX"; gli scritti per i periodici; qualche radiopassaggio; il Salone del libro di Torino; qualcosa che dimentico. E alcune novità editoriali, esperimento digitale compreso (di queste vi racconterò presto).