martedì 7 febbraio 2017

Serra Riccò: il Paese delle Fiabe



 
COMUNE SERRA RICCO’
CONCORSO LETTERARIO PER RAGAZZI
“PAESE DELLE FIABE”
ANNO SCOLASTICO 2016 - 2017
Bando e Regolamento 


PRESENTAZIONE 


Il Comune di Serra Riccò indice un Concorso letterario dal titolo “Il Paese delle
Fiabe” con le seguenti finalità:
• Promuovere la conoscenza, l’approfondimento e la divulgazione dell’opera letteraria di Beatrice Solinas Donghi, nata a Serra Riccò e cittadina onoraria del Comune;
• Valorizzare il lascito della scrittrice Beatrice Solinas Donghi conservato presso la Biblioteca Comunale Edoardo Firpo che comprende le opere appartenenti alla scrittrice interamente catalogate a cui si integrano effetti personali, appunti, lettere, riconoscimenti;
• Contribuire ad avvicinare i ragazzi al mondo della lettura e della scrittura, sollecitare la partecipazione diretta e attiva anche attraverso la visita dei locali allestiti per ricreare lo studio della scrittrice;
• Offrire la possibilità di espressione libera e autentica, che permetta di dare voce alla ricchezza interiore che ciascuno porta dentro di sé.
Questa edizione del Concorso letterario “Il Paese delle Fiabe” valorizzerà l’opera di Beatrice di Solinas Donghi e inviterà le ragazze e i ragazzi a entrare nel mondo della letteratura e della lettura attraverso la creazione di fiabe originali, giocando con la possibilità di “incatenare” e “intrecciare” tra loro i temi del fiabesco proprio come ha insegnato, insieme ad altri grandi maestri quali Rodari, Beatrice Solinas Donghi. Per inventare la propria fiaba da sottoporre al concorso i partecipanti potranno trarre un elemento dalla storia scritta per il Concorso dall’autore ospite di questa edizione: Anselmo Roveda, scrittore e giornalista - al suo “Fiabe liguri” (2007) Beatrice Solinas Donghi donò una preziosa introduzione – che ha creato a sua volta una fiaba traendo un elemento da una delle “Fiabe incatenate” dell’autrice nata a Serra Riccò.
 

DESTINATARI
 

Il concorso letterario dal titolo “Paese delle Fiabe” è articolato nelle seguenti sezioni:
• Scuola materna: bambini di età compresa tra 3 e 5 anni
• Scuola primaria: bambini di età compresa tra 6 e 10 anni
• Scuola secondaria di primo grado: ragazzi di età compresa tra 11 e 14 anni
In ciascuna sezione sarà possibile partecipare sia con elaborati individuali che collettivi.
 

REGOLAMENTO

1. La partecipazione al concorso letterario dal titolo “Paese delle Fiabe” è completamente gratuita.

2. I partecipanti dovranno inviare un testo in lingua italiana, inedito e mai pubblicato sul web, opera individuale o collettiva, riconducibile al genere della fiaba e che prenda spunto da uno


o più elementi contenuti nella fiaba “La spada di Isadora” di Anselmo Roveda, autore ospite d’onore della presente edizione, allegata al presente bando.

3. L’opera dovrà avere una lunghezza minima di 3.000 battute spazi inclusi e massima di 9.000 battute spazi inclusi (3.000 battute spazi inclusi corrispondono circa a 1 facciata di foglio A4 con 30 righe di testo scritto in corpo 12).

4. L’opera in concorso, corredata da un titolo e dall’indicazione dell’autore (individuale o collettivo) e della sezione a cui si intende partecipare, dovrà essere riportata in un file di testo (.doc oppure .rtf) e inviata esclusivamente via mail all’indirizzo concorsoletterario@comune.serraricco.ge.it entro martedì 28 febbraio 2017, allegando nella stessa mail anche il modulo di iscrizione e l’accordo di partecipazione, debitamente compilati.

5. L’invio dei testi partecipanti al concorso implica altresì l’autorizzazione al Comune di Serra Riccò al trattamento ed alla conservazione dei dati personali forniti, essendo inteso che l’uso degli stessi è strettamente collegato al premio ed alle operazioni collegate, escludendo dunque l’utilizzo per finalità diverse da quella prevista.

6. Una giuria, nominata dall’Assessore alla Cultura del Comune di Serra Riccò unitamente al Responsabile del Servizio Socio Culturale del Comune stesso, esaminerà gli elaborati giunti nel rispetto dei termini stabiliti e conformi al presente regolamento provvedendo con giudizio inappellabile a designare i vincitori per ciascuna sezione in gara. La giuria si riserva la facoltà di non assegnare premi alla categoria in cui tutti i materiali presentati risultino inadeguati e di assegnare riconoscimenti speciali.

7. Non saranno comunicati giudizi per i racconti non classificati.

8. Il racconto primo classificato in ogni sezione sarà pubblicato da casa editrice scelta dal Comune senza nessun onere da parte del/degli Autore/i. Il volume verrà edito, promosso e distribuito a livello nazionale. Inoltre l’autore/autori riceverà/ranno un premio in buoni spesa per materiale didattico di importo pari a 50 euro.

9. La premiazione avrà luogo nel mese di maggio 2017 a Serra Riccò presso il Castello di San Cipriano a cui saranno invitati tutti i partecipanti a mezzo mail o consultando il sito istituzionale del Comune di Serra Riccò. Sarà gradita la partecipazione dei vincitori, degli insegnanti e delle classi di appartenenza.


informazioni e  testo "La spada di Isadora" di Anselmo Roveda alla pagina:
http://www.comune.serraricco.ge.it/pagina9_biblioteca.html

martedì 31 gennaio 2017

Joan Bodon



“Dei libri ricavati dalle tesi di laurea si doveva tacere la provenienza”, scriveva Antonio Faeti, per canzonare e poi sovvertire l’idea in uso tra accademici, in apertura della sua prefazione a un volume della collana “Memorandum” tratto proprio da una ricerca di fine studi (Claudia Reggiani, Il volo di un martin pescatore, Einaudi Ragazzi/EL, Trieste 1998). Le tesi sono, possono essere, gemme preziose proprio perché permettono di indagare anche oltre il contingente, l’acclamato, il riconosciuto, permettono di mettersi in ascolto di remote e chiare voci ben lontano dal chiasso delle prime file, consentono di spingersi in territori poco battuti, fino ai margini apparenti. Anche quando non sono ancora libri. La tesi «L'òme que èri ieu». Jean Boudou (1920-1975) e l'occitano come metafora di Vincenzo Perez, è una di queste gemme preziose. Permette di incontrare e ragionare intorno all’opera di Joan Bodon (all’anagrafe francese Jean Boudou), uno degli scrittori più interessanti e importanti della letteratura in occitano del XX secolo. Autore di fiabe, narrativa e poesia, scelse la lingua del territorio per raccontare l’universale attraverso il particolare, fatto non solo dalla peculiarità della propria lingua (tanto antica e nobile negli usi letterari, fin dai trovatori, quanto marginale e in regressione nei tempi nei quali operò Bodon) ma anche dei temi e delle forme praticate; anche qui, a partire dalla poesia e dal recupero dei racconti tramandati fino ai romanzi storici, sempre guardando al margine non come ripiegamento ma come apertura all’universale, spazio di congiunzione più che limite anche nelle fatiche del vivere, del trovare senso, del perdersi a vagabondare. Per chi come me vive tra più idiomi, scegliendo di fare letteratura non solo in italiano ma anche in una lingua discosta – nel mio caso il genovese – proprio perché intima e quindi disponibile all’universale, leggere una tesi su Bodon è una bella occasione. Ne sono venuto a conoscenza grazie al n. 163 (genoier 2017) di Novàs d’Occitània sul quale trovate anche le ragioni che hanno portato Vincenzo Perez a questa ricerca. La tesi invece è disponibile in linea su Occitanica - Mediatèca Enciclopedica Occitana all’indirizzo http://occitanica.eu/omeka/items/show/14386

venerdì 20 gennaio 2017

Rafael Pombo



è uscito l'albo bilingue spagnolo-italiano La pobre viejecita/La povera vecchietta, un testo del colombiano Rafael Pombo (1833-1912) illustrato da Enrico Macchiavello, per le edizioni Egnatia; il volume, ho avuto il piacere di curarne l'edizione, ospita questa mia breve nota:

Rafael Pombo (Bogotá, 1833-1912), è uno degli scrittori più importanti e amati della letteratura colombiana. Poeta e prosatore, è stato il principale esponente del romanticismo in Colombia e una delle più autorevoli figure della lirica romantica in lingua spagnola. Tuttavia nella storia letteraria del Sud America è maggiormente noto per il successo delle favole e dei racconti destinati all'infanzia, storie che hanno conservato intatta la loro freschezza e la cui popolarità arriva ai nostri giorni. Ancora oggi racconti come El gato bandido, La pobre viejecita o Simón el Bobito sono amatissimi - anche nelle loro successive e molteplici versioni musicate e animate - dai bambini latinoamericani. In Italia invece Pombo è pressoché inedito, il catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali non riporta risultati nel nostro idioma.
Pombo si appassionò presto alla letteratura e fin da adolescente compose versi e fece traduzioni dal greco, dal latino e dalle lingue a lui contemporanee; traduzioni che continuò tutta la vita. Nel 1846 entrò nel Colegio Mayor de Nuestra Señora del Rosario dove fece studi umanistici; poi si graduò in matematica e ingegneria presso il Colegio Militar, ma non esercitò mai come ingegnere. Iniziò invece a scrivere, anche sotto pseudonimo, e a viaggiare curando gli affari di famiglia a Popayán. Un'importante svolta nella sua vita avvenne nel 1855 quando arrivò a New York come segretario della legazione colombiana. Rimase negli Stati Uniti, con alcune brevi interruzioni (compresa una missione diplomatica in Costa Rica), fino al 1872, anno nel quale tornò definitivamente in Colombia, dove morì quaranta anni dopo da poeta celebrato.
Nei diciassette anni negli Stati Uniti visse, oltre che a New York, anche a Washington e Filadelfia, città dove ebbe mansioni di console. Furono anni importanti, diedero alla sua opera respiro internazionale e gli permisero di entrare in contato con scrittori e intellettuali come Gabriel García Tassara, Ralph Waldo Emerson, Henry Wadsworth Longfellow e William Cullen Bryant.
Pombo perse l'incarico di rappresentanza nel febbraio del 1862 quando l'ambasciatore Pedro Alcántara Herrán fu destituito, ma ormai era ben radicato negli ambienti nordamericani e decise di restare a New York dove lavorò alle sue opere e a testi scolastici. Iniziò a scrivere, tradurre e adattare testi per l'infanzia per conto dell'editore Appleton. I testi affidati a Pombo attingevano dal repertorio tradizionale anglosassone delle nursery rhymes e delle Mother Goose rhymes, collezioni anonime circolanti da secoli e solo successivamente sistematizzate da vari autori. Nelle iniziali intenzioni dell'editore quelle di Pombo dovevano quindi essere, con tutta probabilità, delle semplici traduzioni in spagnolo, ma quei testi surreali e sonori divennero nelle mani del poeta un gioco di riscrittura e invenzione. Nel 1867 uscirono Cuentos pintados e nel 1869 Cuentos morales para niño formales. Fu l'inizio di una fortuna perdurante. I testi di Pombo, infatti, sono fantasiosi e originali, anche quando non è difficile rintracciare i modelli inglesi di partenza: è il caso di Simple Simon che diventa Simon el Bobito o di The Robber Kitten che si trasforma in El gato bandido. Anche la nostra La pobre viejecita (uscita nella raccolta del 1867) ha ascendenze in quelle rime; la figura della vecchia strampalata, infatti, richiama quelle cantilene, varissime, che nel folklore infantile anglosassone iniziano con «There was an old woman...» o simili incipit. Storielle di certo note anche a Charles Dickens che nel suo Tempi difficili (Hard Times, 1854) scrive: «In short, it was the moral of the old nursery fable: There was an old woman, and what do you think? She lived upon nothing but victuals and drink; Victuals and drink were the whole of her diet, And yet this old woman would NEVER be quiet. Is it possible, I wonder, that there was any analogy between the case of the Coketown population and the case of the little Gradgrinds?» (In breve era la morale della vecchia filastrocca: C'era una vecchietta: sapete cosa faceva? Da mangiar e da bere in tavola metteva; Mangiare e bere erano tutta la sua dieta, Eppur la vecchietta non se ne stava mai quieta. Che ci sia qualche analogia, mi chiedo, fra il caso della popolazione di Coketown e il caso dei piccoli Gradgrind?).

Rafael Pombo

L'editore, piccolo coraggioso e indipendente, ha distribuzione diretta, potete ordinare il volume nelle librerie o online.

martedì 13 dicembre 2016

Un lupo in corsa






Il mio libro per ragazzi (narrativa, +8) L'ululato del lupo (Coccole books, 2016) è tra i finalisti del Premio Un Libro per l'Ambiente 2017 indetto da Legambiente e La Nuova Ecologia. Ora incontrerà le classi in giro per l'Italia, a maggio l'esito. Qui la pagina dedicata al libro sul sito dell'editore.

giovedì 20 ottobre 2016

Io no, ma il postino... (lui sì che trotta!)




In questi giorni che potevo – volevo, dovevo - essere a Francoforte (Buchmesse), Strasburgo (Premio Narrare la parità), Rozzano (Digital Readers) e a zonzo per incontrare lettori (Modena, Pistoia, Boves, Novi Ligure…) sono restato a casa. Giocoforza. Colpa (merito? forse dovevo fermarmi) della frattura e dei tempi che richiede. Ho dovuto trascurare la corrispondenza e rallentare la scrittura. Però il postino mi ha regalato delle soddisfazioni… Mi ha portato tre libri a cui ho avuto il piacere di dare parole italiane. E un quarto è arrivato da sé, senza neppure bisogno della posta. Eccoli qui. Pian piano ve ne racconterò. 


Alice nel Paese delle Meraviglie. Nella tana del coniglio
[originale: Alice in Wonderland: down the rabbit hole; Charlesbridge, 2014]
di Lewis Carroll, riscrittura di Joe Rhatigan e Charles Nurnberg
illustrazioni di Eric Puybaret, testo italiano di Anselmo Roveda
Edizioni EDT - Giralangolo, 2016

L'isola del nonno
[originale: Grandad' Island; Simon & Schuster, 2015]
testo e illustrazioni di Benji Davies, testo italiano di Anselmo Roveda
Edizioni EDT - Giralangolo, 2016

La chabra de Monsú Seguin /La capra del signor Seguin
un racconto di Alphonse Daudet 
illustrazioni di Stefania Vincenzi
edizione a cura di Anselmo Roveda
versione in occitano alpino di Caterina Ramonda
[edizione bilingue occitano-italiano]
Edizioni Egnatia, 2016

Lunghicapelli
[originale: Longs Cheveux; Talents Hauts, 2010]
testo e illustrazioni di Benjamin Lacombe
traduzione di Anselmo Roveda
Edizioni EDT - Giralangolo, 2016




mercoledì 28 settembre 2016

Tifo lupo

Qualche mese fa è uscito il mio L’ululato del lupo (Coccolebooks, 20016), una narrativa per giovani lettori nella quale si continuano le avventure del gruppo di bambine e bambini del quartiere Santa Brigida già protagonista de L’ombra del lupo (Coccolebooks, 2012). In entrambi i libri è chiara una cosa: sto dalla parte del lupo. Perché è un animale che fa parte della storia e dell’immaginario dell’uomo, non solo come spauracchio ma anche come simbolo selvatico di forza cura e riservatezza e, certo, in necessità, pure ferocia. Superfluo poi raccontarne qui le implicazioni e le interpretazioni nella fiabistica, nel folklore e  nella letteratura (a maggior ragione in quella per l’infanzia). Insomma, sono stato (e continuo a stare) dalla parte del lupo da sempre e per molte ragioni; una parte presa, inutile nasconderlo per ragioni che, stringi stringi, potremmo dire sentimentali. Nutrite di immaginario e cultura. Dalla lupa capitolina in qua. Una posizione, lo so, da cittadino, non animalista (e neppure anticaccia) ma pur sempre cresciuto negli anni delle sensibilità ecologiche. Una posizione, quella della tutela di una specie così importante e così fragile, che immaginavo unanimemente condivisa, anche da chi vive in contesti montani e rurali e da chi si dedica ad attività pastorali. Quasi così, perché, poi, quello che ritenevo un unanimemente ho scoperto essere solo un ampiamente. Tra il primo e il secondo libro, anche a fronte di oggettivi episodi di attacco a greggi (percentuali risibili, ma reali), sono riemerse antiche paure e cresciuti movimenti contro la presenza del lupo in montagna. Soprattutto in quelle zone dove il lupo era scomparso da molti decenni (Francia in primis). Così mi è capitato, proprio mentre il secondo libro andava in stampa, di trovarmi a Barcelonnette (Alpi di Alta Provenza) e di constatare, nella bella libreria del posto, il numero crescente delle pubblicazioni anti-lupo, pure in forma di pamphlet e di instant book. Mi sono interrogato. E documentato. Oltre a pagine fitte, memorie più o meno alte, materiali grigi, atti di convegni e plichi vari di carta, tra le tante cose lette - pro e contro o solo di studio senza che i ricercatori sposassero ideologicamente (o sentimentalmente, come me) una posizione - ho scovato un articolo di sintesi, pacato, che analizza la questione per quel che è. Ha un paio di anni ma resta attuale (mi confermano gli amici che si occupano con continuità del tema) ed è qui su "Le Monde". 
Io continuo a stare dalla parte del lupo.  



L'ululato del lupo

illustrazioni di Ilaria Guarducci
Coccolebooks, 2016

martedì 27 settembre 2016

Poppy e il Lupo Sonnacchioso


Qualche giorno prima dell’estate è uscito Ricker Racker Club (EDT-Giralangolo); un albo illustrato, firmato da Patrick Guest e Nathaniel Eckstrom, al quale ho prestato le parole italiane. Dentro ci sono le strambe avventure, le piccole quotidianità e la festosa  ridda di un gruppo di bambini alle prese con il poi non così temibile Lupo Sonnacchioso e con un ben più ostinato, ma presto sconfessato dalla realtà, luogo comune. Informazioni in più (sito dell’editore) e qualche recensione (Scaffale basso, Le letture di Biblioragazzi, Linkiesta, Vita a zero-tre) le trovate in rete.


Ricker Racker Club

testo di Patrick Guest
illustrazioni di Nathaniel Eckstrom

testo italiano di Anselmo Roveda

EDT-Giralangolo, Torino 2016

lunedì 26 settembre 2016

Le ore di Idriss



Sul numero 254 (september 2016) di "VOGUE bambini" trovate un mio racconto: Le ore di Idriss. La rivista di Condé Nast ha distribuzione internazionale, oltre ad essere disponibile in formato digitale, pertanto il testo italiano è affiancato dalla sua traduzione inglese: The hours of Idriss. Buona lettura! Anche sotto cieli di Sahara, la storia è ambienta lì, o in camerette qatariote.

domenica 25 settembre 2016

Mani in alto! (una sola, al momento)


Per casi fortuiti, a posteriori quasi divertenti, qualche giorno fa mi sono fratturato un prezioso arto destro (la foto, un autoscatto, ribalta e inganna), cosa che mi ha reso, secondo foglio di dimissioni, "operando". Già in settimana. E puntualmente già operato (è andata benone). Quindi portate pazienza, risponderò a mail e telefono parzialmente e lentamente ("più del solito?" sospireranno alcuni; sì, più del solito). Mi vedo altresì costretto a mancare i prossimi appuntamenti. Pertanto sono annullati tutti gli incontri pubblici fino al 20 ottobre (circa, vedremo), dove possibile saranno recuperati al più presto. Firmato: il Vostro  Anselmo "Bones" Roveda

giovedì 8 settembre 2016

Un'estate di lingue (senza malizia)




È stata un'estate di lingue
(senza malizia)
le solite scritture in italiano e in genovese [per il primo la rincorsa di due scadenze di consegna libri non ancora evase (acc!), per il secondo un racconto lungo un mese (nel post qui sotto), e un libro e un librino in arrivo]; il lavoro su un testo da portare in italiano dall'inglese [un albo, a breve, ssst! è ancora segreto...], la traduzione in inglese, fatta da altri, di un mio racconto [su un periodico internazionale, molto fashion]; la traduzione, sempre fatte da altri, in inglese, francese e polacco di mie riscritture di fiabe per una coedzione europea [un progettone]; una traduzione dal francese [anche qui albo in uscita, ssst!]; e soprattutto due curatele, ci tengo molto, da due letterature poco bazzicate, due piccoli classici, dallo spagnolo (di Colombia) e dall'occitano (di Provenza) [seguiranno dettagli]; e poi la cena badiota ad ascoltare ladino e i giorni in valle mia a carpire urbasco. E all'inizio dell'estate le vacanze a Eivissa, a nuotare e bere in catalano e spagnolo. E, certo, pure i giorni austriaci a non capire nulla di tedesco!

sabato 3 settembre 2016

O cadaveo do Reixa [web replica]


Settimana scorsa, domenica 28 agosto, è uscita l'ulitma puntata del mio racconto in genovese apparso durante l'estate sul quotidiano "Il Secolo XIX" di Genova, quattro episodi illustrati da Matteo Anselmo. Dopo la pubblicazione cartacea il giornale ha reso disponibile in rete ogni puntata. Così per chi l'ha visto e per chi non c'era e per i tanti amici liguri che erano via durante l'estate e per quelli di altrove, dove non arriva il giornale, ecco una web replica, con i link a tutte le puntate. Buona lettura!

venerdì 5 agosto 2016